Emodialisi, nuovo metodo per monitorare le fistole arterovenose 

Roma, 26 febbraio (Agenbio) – Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Bioingegneria dell’Istituto Mario Negri di Bergamo ha sviluppato un innovativo metodo per il monitoraggio delle fistole arterovenose nei pazienti in emodialisi, un approccio che porterà alla diagnosi precoce delle complicazioni in pazienti con insufficienza renale cronica, riducendo la necessità di interventi urgenti.
Lo studio dimostra che l’auscultazione dei suoni generati dal flusso sanguigno nelle fistole possa essere utilizzata per individuare precocemente le stenosi, cioè i restringimenti dei vasi che ostacolano il corretto passaggio del sangue e che spesso portano alla chiusura della fistola stessa. L’occlusione della fistola, spesso rilevata nel giorno stesso della emodialisi, costringe i medici a intervenire d’urgenza con l’inserimento di un catetere temporaneo e a pianificare un nuovo intervento chirurgico per la creazione di un accesso vascolare alternativo per il trattamento.
Lo studio ha utilizzato un fonendoscopio elettronico per l’analisi quantitativa dei suoni emessi dalle fistole, una tecnica che sfrutta le variazioni di frequenza e intensità del suono per individuare segni di disfunzione. I ricercatori hanno monitorato per un anno sei pazienti con fistole nell’avambraccio sottoposti a emodialisi all’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, registrando i suoni prodotti dalle loro fistole e correlando questi dati con misurazioni ecografiche del flusso sanguigno e simulazioni di fluidodinamica computazionale.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Annals of Biomedical Engineering. (Agenbio) Etr 11.00