Infarto miocardico, rischio alto con valore troponina sopra il 40 per cento 

Roma, 2 aprile 2025 (Agenbio) – Un gruppo di ricerca guidato dall’Università di Bologna ha individuato un nuovo valore soglia per riconoscere i pazienti più a rischio di eventi avversi dopo un intervento di angioplastica coronarica. Lo studio, pubblicato sulla rivista Circulation, ha analizzato i dati di oltre 1700 pazienti ricoverati al Policlinico di Sant’Orsola e all’Ospedale Maggiore di Bologna.
“I risultati della nostra analisi mostrano che circa 4 pazienti su 10 sviluppano un danno miocardico periprocedurale dopo l’angioplastica coronarica – spiega Carmine Pizzi, professore al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna e coordinatore dello studio -. Tra questi, coloro che sviluppano un infarto miocardico periprocedurale hanno il più alto rischio di mortalità e complicanze cardiovascolari a un anno dall’evento avverso”.
Qui entra in gioco la troponina, un biomarcatore chiave del danno cardiaco. Fino ad oggi, un incremento della troponina superiore al 20 per cento dopo l’angioplastica coronarica era considerato un indicatore di rischio di infarto miocardico periprocedurale. Si trattava però di una soglia stabilita principalmente sulla base di un consenso tra esperti, senza solide evidenze scientifiche a supporto.
Grazie alla nuova analisi, gli studiosi hanno invece potuto identificare un valore soglia più accurato, pari a un aumento di almeno il 40 per cento della troponina, un segnale di rischio da tenere in considerazione per chi ha subito l’intervento. (Agenbio) Etr 13.00