Roma, 3 aprile 2025 (Agenbio) – Mangiar sano allunga la vita. Così, i ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health, dell’Università di Copenaghen e dell’Università di Montreal, hanno ben pensato a uno studio in grado di delineare la dieta ideale per invecchiare in salute. La ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata Nature Medicine rientra tra i primi studi che esaminano molteplici modelli alimentari durante la mezza età, in relazione all’invecchiamento sano complessivo. Sono stati individuati otto stili differenti, a dimostrazione del fatto che non esiste un metodo unico efficace valido per tutti. Il primo è l’Alternative Healthy Eating Index (AHEI): la scuola medica di Harvard lo definisce come un indice che assegna valutazioni agli alimenti e ai nutrienti predittivi di malattie croniche, individuando cibi che sono considerati sani, come frutta, verdura, pesce, cereali integrali, proteine vegetali (come il tofu), legumi, olio di oliva, di arachidi, canola e colza. A seguire, l’Alternative Mediterranean Index (aMED): introdotto nel 1995, si tratta di un adattamento del punteggio originale in relazione alla dieta mediterranea, funzionale anch’esso allo studio del rapporto tra cibo e malattie, come cancro e malattie cardiovascolari. Il consiglio del modello è un’assunzione generosa di verdure, legumi, frutta, noci, cereali e pesce, consumo di alcol e latticini principalmente come yogurt e formaggio, e basse assunzioni di carni rosse o lavorate e dolci. Poi, il Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH): un piano alimentare flessibile ed equilibrato che aiuta a creare uno stile alimentare sano per il cuore. È stato nominato miglior dieta per il cuore e per la pressione sanguigna da U.S. News & World Report nel 2025. Ancora, il Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay (MIND): una dieta caratterizzata da un’elevata assunzione di componenti antiossidanti con benefici per la funzione cognitiva. Questo modello suggerisce cereali integrali, verdure a foglia verde e altri ortaggi, bacche, fagioli, noci, carni magre, pesce, pollame, olio d’oliva e ridotto consumo di formaggio, burro, cibi fritti e dolci.
La dieta sana a base vegetale (hPDI) è invece un’alimentazione a base vegetale concentrata principalmente sulla promozione di cibi vegetali sani come frutta, verdura, cereali integrali, fagioli, legumi, frutta a guscio e semi; le abitudini delineate da questa dieta apportano benefici sia alla salute sia al pianeta in generale. Il Planetary Health Diet Index (PHDI) è un indice studiato per quantificare l’allineamento con le evidenze alimentari presentate dalla Commissione EAT-Lancet su Cibo, Pianeta, Salute, sottolineando l’inadeguatezza di alcuni nutrienti importanti per la salute pubblica negli Stati Uniti, come ferro, calcio, potassio e fibre.
Quindi, il modello dietetico empiricamente infiammatorio (EDIP): è un parametro riconosciuto a livello internazionale per definire in che misura uno schema alimentare sia in grado di promuovere la sintesi di molecole pro-infiammatorie (proteina C reattiva, interleuchine e TNF-alfa). Mette in evidenza l’associazione tra un’alimentazione ad alto indice infiammatorio e un maggior rischio di malattie degenerative e metaboliche, quali aterosclerosi, diabete di tipo 2, cardiovasculopatie e sindrome metabolica. Infine, l’indice dietetico empirico per l’iperinsulinemia (EDIH): misura le abitudini alimentari funzionali a contrastare l’iperinsulinemia, ossia un eccesso di insulina nel sangue. (Agenbio) Des 11.00