Roma, 3 aprile 2025 (Agenbio) – In Italia è sempre più emergenza infermieri. Già, stando al report della Fondazione Gimbe presentato in occasione del terzo Congresso Nazionale Fnopi tenutosi nei giorni scorsi a Rimini, in un solo anno si sono persi 10mila infermieri. Le motivazioni sono diverse: pensionamenti, trasferimenti all’estero, decessi, morosità, abbandoni volontari della professione. Non solo: il nostro Paese precipita dalle classifiche europee sulla quantità di laureati in infermieristica e sulla retribuzione della professione. Il piatto piange, come spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: “Siamo di fronte a un quadro che compromette il funzionamento della sanità pubblica e mina l’equità nell’accesso alle cure. Un infermiere su quattro è vicino alla pensione e uno su sei lavora fuori dal Servizio Sanitario Nazionale”. Il quadro dipinto da Gimbe è drammatico: “Il confronto internazionale è impietoso: considerando tutti gli infermieri in attività, a prescindere dal contratto di lavoro e dalla struttura in cui operano, nel 2022 l’Italia contava 6,5 infermieri per 1.000 abitanti, dato ben al di sotto della media Ocse di 9,8 e della media EU di nove. In Europa peggio di noi solo Spagna (6,2), Polonia (5,7), Ungheria (5,5), Lettonia (4,2) e Grecia (3,9)”. (Agenbio) Des 10.00