Caso Kalfus, arriva la riforma della Commissione Centrale professioni sanitarie: sanzioni immediate e procedure più rapide

Dopo la tragica morte di Simonetta Kalfus, avvenuta in seguito a un intervento di liposuzione effettuato in una clinica privata di Roma, e dopo la denuncia della FNOMCeO sui ritardi accumulati dalla Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS), il Ministero della Salute ha annunciato una urgente riforma dell’organismo. Attualmente sono 896 i ricorsi pendenti, di cui ben 64 riguardano radiazioni di professionisti.

La riforma, predisposta su impulso del Ministro Orazio Schillaci, punta a semplificare e velocizzare i procedimenti disciplinari e stabilisce che le sanzioni inflitte dagli Ordini professionali (come sospensioni e radiazioni) diventino immediatamente esecutive, senza più attendere la conclusione del giudizio della Commissione Centrale. Di conseguenza, i medici e i professionisti sanzionati non potranno esercitare fino alla decisione definitiva della Commissione.

La proposta prevede anche la creazione di due sezioni distinte della Commissione: una dedicata a medici e odontoiatri (che rappresentano oltre la metà del contenzioso), e l’altra destinata alle restanti professioni sanitarie, con lo scopo di gestire più rapidamente sia i ricorsi attualmente pendenti sia quelli futuri.

Il Ministero evidenzia che questa riforma risponde a una necessità emersa già da tempo, considerato che la Commissione precedente (2016-2020) aveva lasciato oltre 400 ricorsi da smaltire, con ulteriori ritardi accumulati per problemi di operatività e frequenti cambi al vertice, l’ultimo dei quali ha portato, a febbraio 2025, alla nomina dell’attuale presidente Valeria Vaccaro.

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